Visualizzazione post con etichetta Europa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Europa. Mostra tutti i post

domenica 12 novembre 2017

Olanda: la prima pista ciclabile con carta igienica riciclata

L’Olanda è un Paese amante delle due ruote e questo è testimoniato anche dai circa 35000 chilometri di piste ciclabili su cui la popolazione circola ogni giorno.

In Frisia, una provincia situata a nord del Paese, da circa un anno esiste un chilometro di strada molto particolare. Il suo capoluogo Leeuwarden è infatti collegato alla cittadina di Stiens mediante un tratto di pista ciclabile realizzato anche con la carta igienica riciclata (primo caso al mondo).
È certamente curioso e molto strano immaginare di pedalare su qualcosa ottenuto dalle fognature, eppure l’Olanda è riuscita a farlo e con ottimi risultati.

La cellulosa, di cui è composta la carta igienica, è molto utile a livello industriale.
Per recuperarla occorre un particolare impianto che filtra le fibre della carta dalle acque di scarto, le pulisce, le sterilizza e le asciuga.
Il risultato è un materiale morbido che viene aggiunto all'OGFC (Open-Graded Friction Course), un tipo di asfalto poroso e permeabile all’acqua.
Il composto ottenuto permette, in caso di pioggia, di assorbire più rapidamente l’acqua dalla superficie stradale, limitando il problema della scivolosità.

L’asfalto che ricopre quel chilometro di pista risulta del tutto simile a quello usato negli altri tratti, i ciclisti affermano di non notare differenze, e a distanza di un anno la tenuta è ottima.

Attualmente si sta ragionando su altri eventuali impieghi per questo tipo di cellulosa, oltre naturalmente alla concreta possibilità di usarla per asfaltare nuovi tratti stradali.

               

lunedì 6 novembre 2017

Parigi: stop auto a benzina dal 2030


Parigi, la Tour Eiffel avvolta dallo smog
Smog. Tour Eiffel, Parigi


Pochi mesi fa, il governo francese ha annunciato il divieto di vendita di auto alimentate a benzina e a gasolio entro il 2040. (Francia: il piano per ridurre l’inquinamento atmosferico)

Parigi ha scelto di accelerare i tempi anticipando la svolta verso una mobilità più sostenibile di un decennio. Al momento, non si tratta di un vero e proprio divieto, ma di un traguardo che l’amministrazione parigina crede fermamente di poter raggiungere entro il 2030.
L’idea di Anne Hidalgo, sindaco della capitale francese, è addirittura di bandire le auto diesel prima dei Giochi Olimpici del 2024.

La decisione di affrettare l’addio alle auto a benzina e a gasolio è dovuta alla salute dei cittadini.
Questo è un problema che ormai riguarda ogni parte del globo. I livelli di inquinamento atmosferico e di polveri sottili peggiorano sempre più, provocando disturbi che vanno dal bruciore di occhi e gola a patologie ben più gravi, che colpiscono fin dalla giovane età. Sempre più diffusi sono i casi di asma anche tra i bambini e le malattie respiratorie.
Le stime dei decessi nei vari Paesi dovuti all’inquinamento sono ogni anno più alte e allarmanti. 
Molte città e intere Nazioni stanno cercando di porre un freno all’attuale situazione indirizzando le proprie politiche verso soluzioni più ecologiche e rispettose di quell’ambiente che stiamo distruggendo, con conseguenze spaventose non solo per la Terra ma anche per noi stessi, per ogni singolo individuo.

L’amministrazione parigina si è prefissata come obiettivo la riduzione dei gas serra in tempi relativamente veloci e per questo alcune aree della città sono state pedonalizzate, vietando così la circolazione dei veicoli; sono state istituite giornate ecologiche (senza auto) e sono previste sanzioni per chi guida mezzi di oltre vent’anni. Inoltre, Anne Hidalgo ha intenzione di sviluppare ulteriormente i servizi di mobilità pubblica e di bike e car sharing.
A tutto questo si aggiunge il nuovo progetto, che prevede appunto di dire basta ai veicoli a benzina e a gasolio entro il 2030 e di vietare la circolazione dei diesel già nel 2024, anno in cui Parigi ospiterà le Olimpiadi estive.
La questione inquinamento incombe e la città non può e non vuole più aspettare.

     


venerdì 18 agosto 2017

Regno Unito: dal 2040 solo auto ad emissioni zero

Auto in mezzo al traffico


Poco tempo dopo la Francia (Francia: il piano per ridurre l’inquinamento atmosferico), anche il Regno Unito annuncia la data di addio alle auto a benzina e gasolio. E anche in questo caso il divieto di vendita scatterà nel 2040.

L’obiettivo è quello di migliorare la qualità dell’aria che, a detta del governo, sta mettendo in serio pericolo la salute dei cittadini.
Secondo alcuni dati, infatti, nel Regno Unito gli elevati livelli di inquinamento atmosferico provocano ogni anno il decesso di circa 40000 persone, di cui 9000 a Londra.

Il provvedimento prevede il divieto di vendita di veicoli con motore a benzina o diesel, inclusi i modelli ibridi, a partire dal 2040 e, inoltre, dal 2050 potranno circolare esclusivamente mezzi a zero emissioni, ossia a idrogeno o elettrici.

Sono anche stati stanziati dei fondi destinati al miglioramento della viabilità in generale, alla creazione di nuove piste ciclabili, all’uso di autobus ecologici.


    

lunedì 31 luglio 2017

Francia: il piano per ridurre l’inquinamento atmosferico


Dettaglio di un'auto


All’inizio di luglio, il ministro francese Nicolas Hulot ha reso noto il piano per abbattere le emissioni nocive che rendono l’aria irrespirabile.

Il primo punto prevede che entro il 2040 non possano più essere vendute auto alimentate a benzina e a gasolio.
L’obiettivo finale, però, è di riuscire ad avere in circolazione solo mezzi ad emissioni zero entro il 2050.

Per andare incontro ai cittadini, il ministro ha assicurato che verranno messi a disposizione degli incentivi per chi sostituirà auto molto vecchie a benzina o diesel.

Inoltre, tra i vari provvedimenti in programma, saranno vietati permessi per l’estrazione di petrolio nel Paese, verrà ridotta la quota di produzione di energia nucleare e, entro il 2022, è prevista la chiusura delle centrali a carbone.


     

domenica 21 maggio 2017

Mar Adriatico e mar Ionio: un bagno tra i rifiuti


Onde del mare si infrangono a riva


Si è da poco conclusa una lunga ed approfondita ricerca riguardante le condizioni delle spiagge, delle acque in superficie e dei fondali marini nel mar Adriatico e nel mar Ionio.
Il progetto, chiamato “DeFishGear” (Derelict Fishing Gear Management System in the Adriatic Region), è durato tre anni e ha coinvolto Italia, Albania, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Grecia, Montenegro e Slovenia. 
I risultati, come era immaginabile, non sono per niente buoni.

I nove enti e i sette Stati coinvolti nello studio si sono trovati davanti una quantità enorme di cotton fioc, bottiglie di vetro, lattine, mozziconi di sigaretta, contenitori di vario genere e molto altro. A devastare i nostri mari, più di ogni altra cosa, è la plastica: sacchetti per la spesa, pacchetti di patatine, involucri di gelati, bottiglie, imballaggi, giocattoli, resti derivanti dalle attività di pesca e acquacoltura...

La densità di spazzatura trovata è molto alta ed è agevolata da vari fattori, ad esempio: diversi corsi d’acqua (anche grandi, basti pensare al fiume Po) terminano il proprio percorso gettandosi in quei mari, con tutti i detriti e i rifiuti delle città attraversate al seguito; molte zone sono abbondantemente popolate e a questo bisogna aggiungere un elevato numero di turisti che affollano ogni anno le coste; il turismo porta in quei luoghi anche navi da crociera; i settori della pesca e dell’acquacoltura sono ampiamente diffusi.

Italia, Grecia e Montenegro si sono dedicati anche all’analisi di alcune specie di pesci per ottenere dati riguardanti la quantità e il tipo di rifiuti ingeriti, riscontrando differenze in base alle diverse varietà e alle zone. 

I ricercatori ritengono che per migliorare la preoccupante situazione sia molto importante puntare su campagne di sensibilizzazione nelle spiagge e sulla produzione di materiali biodegradabili e biocompatibili. 

       

giovedì 4 maggio 2017

Uno stadio ecosostenibile per il Forest Green Rovers

Il Forest Green Rovers è un club di calcio che milita nella quinta divisione inglese, conosciuto da alcuni per una sua curiosa caratteristica: la squadra è composta esclusivamente da vegani.
Ultimamente la società sta facendo parlare molto di sé grazie all’idea che ha intenzione di realizzare: uno stadio ecosostenibile.

L’impianto si chiamerà Eco Park Stadium, sorgerà nella contea di Gloucestershire (nell’Inghilterra sud-occidentale) e sarà il primo ad essere costruito quasi interamente in legno. Sarà coperto da una membrana trasparente e ogni posto a sedere garantirà la miglior visuale possibile del campo.
Oltre allo stadio vero e proprio, che avrà 5000 posti ampliabili a 10000 senza bisogno di ulteriori interventi strutturali, ci sarà spazio per campi di allenamento, strutture multidisciplinari, un centro di ricerca scientifica per lo sport, una zona con uffici e servizi e una riservata alla natura; il tutto naturalmente a impatto zero, nel rispetto dell’ambiente. 
Ad occuparsene sarà lo studio Zaha Hadid Architects, che si è aggiudicato il bando per la realizzazione del progetto a cui hanno partecipato gruppi di varie nazionalità.
     
   

mercoledì 26 aprile 2017

Un’isola nel Mare del Nord per produrre energia pulita

Mentre da una parte c’è chi ancora cerca ostinatamente nuovi posti da cui estrarre petrolio e chi crede (o, nella maggior parte dei casi, per comodità fa finta di credere) che il riscaldamento globale, i cambiamenti climatici, l’inquinamento asfissiante siano invenzioni o comunque esagerazioni, dall’altra c’è chi si ingegna per trovare nuove strade percorribili per un futuro migliore.

A questo proposito, intorno al 2050 dovrebbe essere pronto un ambizioso progetto in Europa, più precisamente nel Mare del Nord.
Danimarca, Germania e Paesi Bassi hanno infatti in programma la costruzione di un’isola artificiale sul Dogger Bank, un grande banco sabbioso a circa 100 km dalla costa del Regno Unito.
Caratteristiche dell’isola: alcuni edifici (per ospitare i lavoratori), alberi, una pista di atterraggio, un piccolo porto, ma soprattutto migliaia di pale eoliche e pannelli solari, dai quali si otterrà energia. È proprio questo l’obiettivo: ricorrere alle risorse naturali, il sole e il vento, per creare energia pulita e ridurre nettamente le emissioni di CO2.
L’energia ricavata verrà distribuita a circa 80 milioni di persone, in sei Paesi: Olanda, Danimarca, Germania, Belgio, Gran Bretagna e Norvegia. 

Dopo la realizzazione di questa prima isola artificiale potrebbero sorgerne altre, per sviluppare ed affidarsi sempre più alla produzione di energia da fonti rinnovabili. 

   

venerdì 21 aprile 2017

A Palma di Maiorca la Cattedrale che rispetta l’ambiente


Cattedrale Palma di Maiorca


A Palma di Maiorca si trova uno degli edifici in stile gotico più alti d’Europa.
Si tratta della imponente Cattedrale di Santa Maria, chiamata La Seu dalla popolazione locale, affacciata sul mare e ammirata ogni anno da quasi un milione di turisti.

Cattedrale Palma di Maiorca di notte


Questo edificio è molto interessante per la sua maestosità, per la sua posizione sull’isola, per la sua lunga e affascinante storia e per una particolarità: è infatti la prima cattedrale al mondo ad usare energia elettrica derivante esclusivamente da fonti rinnovabili.

Un modello ecologico e sostenibile che permette ogni anno di risparmiare molto a livello di consumi energetici e di ridurre nettamente la produzione di CO2.  

     

sabato 8 aprile 2017

Isole Svalbard: una banca dei semi per salvare la biodiversità


Paesaggio isole Svalbard, Mar Glaciale Artico


Esistono diversi fattori in grado di mettere a rischio la biodiversità agricola che da sempre caratterizza la Terra: inquinamento, cambiamenti climatici, agricoltura intensiva e industriale, catastrofi naturali, guerre...

Per preservare il patrimonio genetico ed evitare la perdita di specie vegetali è stata realizzata una struttura dal valore inestimabile.  

Le isole Svalbard sono terre norvegesi situate nel Mar Glaciale Artico.
Nell’isola di Spitsbergen, la più vasta e popolata dell’arcipelago, si trova lo Svalbard Global Seed Vault.
In questo deposito è custodita la più grande varietà di sementi al mondo. 
Inaugurato ufficialmente il 26 febbraio 2008, attualmente contiene più di 900000 campioni di semi provenienti da ogni angolo del pianeta, ma è un numero in continua crescita.
Il bunker è stato costruito sottoterra, nel permafrost, per garantire la protezione dallo scioglimento dei ghiacci artici e il mantenimento delle sementi abbastanza a lungo (con questo si intende decine di anni) anche in caso di blackout o guasto.
Per sostenere l’opera sono arrivati finanziamenti da diversi governi e organizzazioni; una grande somma di denaro, ad esempio, è stata investita dalla Bill & Melinda Gates Foundation.

La Siria ha già richiesto alcuni semi indietro, perché a causa della guerra il Centro Internazionale per la Ricerca Agricola in Aree Asciutte (ICARDA) di Aleppo ha dovuto fare i conti con l’occupazione da parte di gruppi armati ed è stato quindi inevitabile cambiare sede.
Una volta riavviata la produzione, i semi verranno rimandati alle Svalbard.
Questo testimonia l’efficacia e l’immenso valore del progetto norvegese.  


  

giovedì 23 marzo 2017

L’Olanda dice stop alle auto a benzina e gasolio dal 2035


Automobili nel traffico di città


L’Olanda pensa in chiave ambientale e ad un futuro più sostenibile.
Negli ultimi anni, il Paese si sta impegnando per giungere ad una significativa riduzione di CO2. Nel 2013, il Governo ha siglato un accordo sull’energia con varie organizzazioni per promuovere iniziative ecosostenibili.
Nella primavera del 2016, l'Olanda ha intrapreso un nuovo cammino al fine di vietare, a partire dal 2025, la vendita di auto con alimentazione a benzina o a gasolio.
In realtà, nel mese di dicembre è stato stabilito che quel lasso di tempo non fosse sufficiente e di conseguenza la realizzazione del progetto è stata fissata per una data più lontana, ossia il 2035.
Il 2025 rimane comunque il limite entro il quale tutti i mezzi di trasporto pubblico dovranno usare energie rinnovabili o biocarburante.
Sono in programma anche ulteriori investimenti per rendere più appetibile l’uso delle biciclette.

Con questi provvedimenti si vuole arrivare ad avere in circolazione solo veicoli 100% senza emissioni al più presto. Alcuni ambientalisti sono un po’ scettici, ma ricordiamoci che, purtroppo, non è possible effettuare modifiche del genere dall’oggi al domani. 
In ogni caso, si stanno facendo passi in avanti, una vera e propria rivoluzione a cui stanno mirando anche altri Paesi.   


         

martedì 7 marzo 2017

In Danimarca il numero delle bici ha superato quello delle auto

Il Nord Europa, si sa, sulle questioni riguardanti l’ambiente e la sostenibilità è qualche passo avanti rispetto a mezzo mondo.

A Copenaghen, capitale della Danimarca, una delle novità del 2016 è stato il clamoroso sorpasso tra i mezzi di trasporto: il numero delle biciclette in circolazione ha superato quello delle automobili.
Da molti anni, ormai, il Paese investe ingenti somme di denaro in infrastrutture e per potenziare le piste ciclabili e l’intenzione è di continuare su questo cammino, incoraggiando gli abitanti a preferire l’uso della bici non solo nel tempo libero, ma anche per gli spostamenti casa-lavoro.
La politica sostenibile adottata ha ottenuto un riscontro positivo da parte della popolazione, che nel corso degli anni ha aumentato in maniera esponenziale l’uso delle due ruote a svantaggio delle macchine, fino ad arrivare a questo storico sorpasso (e successo, aggiungerei).